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giovedì 12 gennaio 2012

Sul finir della notte

Spalla contro spalla,
separati da un abisso di pensieri,
stese abbandonate
giacciono inermi membra stanche
avvolte da sospiri e sogni, baciati da un rivolo di luna

mercoledì 11 gennaio 2012

ACQUE DENSE



… si spegne la luce del giorno
si abbandona il sole
tra le braccia degli alberi
arde un’ultima fiamma
su soffi di nuvola
battiti d’ali scandiscono il tempo
divorato dalle note fredde della notte
e ci saranno brividi
a decorare l’anima
come tanti sogni
vissuti nelle tasche della vita
alcuni rimarranno persi,
abbandonati,
inesplorati
come sentieri incisi
dal palpito del cuore
o come strade pulsanti
di ribelli passioni
vene calde percorse
da liquide nostalgie
si sciolgono
nelle acque dense
di questo tramonto

Istanti dentro me


Abbraccio un attimo di silenzio
per assentarmi dal mondo
e dare ascolto al tuo cuore
fluiscono pensieri
simili ai raggi di luce
che filtrano dalle fessure
dei balconi socchiusi,
danzanti scintille brillano
illuminate da baci di sole
perdo lo sguardo nell'ondeggiare
lento della tenda
accarezzata da invisibili mani
dita su corde d'arpa
chiudo gli occhi,
pelle tra lenzuola di seta
fruscio di corpi che si sfiorano
mani che si cercano
sussurri e respiri
silenzi che si riempiono
anime che si fondono

Sapori lontani


A volte mi sorprendo
nel desiderio di ritornare
un’esile bambina
velata nell’innocenza
di piccole felicità
riscoprire lo stupore
nella semplicità
dell’essere presa in braccio
sollevata sopra il capo
a sedere sulle spalle
per guardare il mondo
dal punto più alto
di come lo vedevi tu
porti ancora le mani tra i capelli
scompigliarli
e sentirne il profumo
si shampoo e di tabacco
schioccarti umidi e appiccicosi baci
di caramelle e di lamponi
sulla ruvida guancia
per dirti nel solo modo
che io conosca
il mio grazie gioioso ed emozionato
che mi scoppiava dal cuore
quando mi facevi salire sulla moto
e mi portavi nel tuo mondo
di passioni di motori e velocità
sentire ancora per un istante
il brivido sulla schiena
e il subbuglio nello stomaco
e nelle curve ti cingevo la vita
stretta euforica impaurita
occhi strizzati e guance incollate
sulla schiena per entrare
nella sicurezza del tuo essere
…papà.

Io come il pane


Nella mia interezza ho dato
mi sono spezzata
tanti piccoli bocconi di pane
di cui molti si sono saziati
conoscendomi in piccoli frammenti
amando ogni mio singolo frammento
mia madre e mio padre
dei quali racchiudo l’essenza
i figli nei quali ho profuso
ogni mia cellula
mio marito
alla continua ricerca dei pezzi sparsi
li unisce li incastra
ma sempre qualcuno sfuggirà
alla sua vista
gli amici ai quali do solo il meglio
mio fratello
che di me non ha mai capito nulla
chi sa ascolta
ogni mia singola sillaba
ma sarò mai capace
di donare me sotto forma
di una vera pagnotta integra
senza briciole o pezzi
già staccati e persi???
Ma chi saprà comprendere
e amare me nella mia interezza???

lunedì 9 gennaio 2012

Se il tempo


A volte penso che il tempo si diverta
a impregnarci l’anima dei suoi capricci,
che si diverta a cambiarci dentro e fuori
scivolandoci addosso
non come tela di seta,
bensì come ruvida canapa
che al tocco ferisce.
Altre volte vorrei potermi sedere
vederlo passare nel fiorire della terra
negli alberi che crescono
nella vita che nasce, scorre e vola oltre lui,
oltre il tempo …
vorrei non dover avere scelte da fare,
preoccupazioni cui dover dedicare
parte dei miei pensieri,
vorrei che mi avvolgesse piano
con braccia materne mi cullasse teneramente
mi sussurrasse parole lievi …
vorrei che non scandisse ogni istante
con un ritmico ticchettio
ora veloce da rubarmi il fiato,
ora lento da far morire dentro …
vorrei poterlo fermare
per assaporarmi i momenti intensi
pregni di emozioni
che simili a cibo prelibato
vengono divorati senza quasi sentirne il sapore,
vorrei altre volte spingerlo via
e via con sé tutto il male che c’è,
quello che mi passa accanto,
quello che ho dentro,
quello che ti divora piano …
vorrei anche poter in esso saltellare,
un po’ a ritroso per ritrovarti,
un po’ in avanti per incontrarci ancora …
vorrei che il tempo nel suo scorrere
fosse come vento tiepido e brezza leggera
e il suo profumo intriso di primavera,
in sé portasse un sentore di mare e sapore di frutta
e fluttuandoci attorno
cancellasse le lunghe e logore attese
allietandoci solo di allegre sorprese …
ma se il tempo fosse tutto ciò
nessuno più avrebbe desiderio di lasciarlo andare
invece il tempo fa da padrone
ci prende, ci accarezza,
un po’ ci corrode
un po’ ci accontenta
a volte ci sorride
altre ci turba
egli è libero
e noi liberi in lui non lo saremo mai

CAMMINANDO CON TE


Tengo in mano il ricordo di un incontro,
nelle mani il calore delle tue mani,
il fruscio lieve che nasceva
nello strusciarci l’uno contro l’altra,
in un incedere lento verso l’impreciso,
per scorgere e ricercare un senso,
pelle che si ribella liberando tepore
attraverso trame di stoffa
negli occhi gli sguardi e i sorrisi
che rapivano pezzi d’anima
sopita su di un miraggio,
risento ogni frase,
unica nella complice resa,
sapore di pelle sfiorata
si insinua su un terreno di fuoco,
lambita dal tuo profumo
rimastomi addosso
impregnando abiti, mani
e tutte le mie cellule,
ogni senso si lascia guidare
verso l’infinito tumulto
correndo contro vento
per sentire sulla pelle
di nuovo la sensazione di te