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martedì 10 dicembre 2013

Lampedusa una storia che si ripete - 3 ottobre 2013

.... "Ecco ora sono seduto nel fondo di questa carretta del mare, pressato, stipato come merce di scarso valore, ammucchiata alla rinfusa, pezzo su pezzo, corpo su corpo, il calore ora è insopportabile, il contatto è quasi consolazione, non sono solo qui in questo angolo di inferno; alzo gli occhi e incrocio altri occhi, occhi spenti, sbarrati, vuoti di speranza, ma pieni determinazione, di ricordi, di addii, di lacrime represse e di sogni ancora aperti...in altri scopro il terrore...per la prima volta qualcuno di noi vede il mare, questa distesa d'acqua così inospitale, così simile al deserto...per innumerevoli istanti questi occhi si legano ancora alla terra, che lentamente si allontana all'orizzonte inghiottita dall'acqua che via via diventa il tutto ciò che ci circonda....qualcuno non sopporta il rollio della barca e si sporge dandosi a conati di vomito, altri si stringono quasi a volersi scaldare, ora l'aria è più fredda, non è più soggetta al vento caldo del deserto che ci ha tenuto in grembo fino a qualche ora prima..."

La storia ormai sappiamo tutti come finisce, ...

                                                                (in ricordo delle vittime di Lampedusa)
vittime di Lampedusa

non è tempo di parole ne di cercare colpe
ne colpevoli ...
siamo tenuti a tenere aperti gli occhi
e il CUORE
è dovere non voltarsi dall'altra parte,
non è un problema ignorabile
da nessuno
non ci sono ministri irresponsabili
ne europa sorda o cieca
ma ci sono stati e luoghi su questa terra
dove vivere sta diventando impossibile
il punto principale
non sono i barconi di immigrati
non gli scafisti senza scrupoli
ne il miraggio di una vita migliore
il punto principale
è l'indifferenza
verso quella guerra che mette al massacro
che non lascia scelta se non l'istinto di sopravvivenza
c'è questa migrazione
che non è una scelta libera
ma un scelta obbligata
e spesso
troppo spesso accade
che il tempo è nemico
e tutto accade troppo in fretta
mentre si sta tergiversando sul da farsi
...
non dovremmo neppure avere il tempo per vergognarci
davanti a questa tragedia senza tempo!
...


Ivana

Pien di Luna - 18 settembre 2013

LUNA PIENAlunaa
Piena rifulge,
satura di vita,
saziato corpo,
in ciel rotonda..
La Luna Piena è forma compiuta,
nell'intimo soddisfatta,
si conclude un cerchio.
Ora di lei è pienezza.
rivelata dea della notte,
radiante e feconda.
Ignoto il suo passato,
incerto il Futuro,
eterno il suo ricordo.
In lei racchiuse
tutte le altre lune?
Dell'astro riflette luce
del cuore racchiude i sogni
dell'anima i desideri
d'ogni tempo e d'ogni età
che mai si spegnerà!

lunedì 8 aprile 2013

La ritualità dei gesti

Foto di LuceDiCristallo10LA RITUALITA' DEI GESTI
VISSUTI NELLA FEDE
La nostra vita ha bisogno di riti
l'esistenza ha necessità dei riti
il nostro essere vuole i riti per esistere.
La fede è una creatura
posta in essere nel nostro cuore
e come tale necessita di essere nutrita
con amore e ritualità.
nel rito c'è la memoria di essa
del suo nascere e del suo crescere,
nel rito si sazia di pace e serenità,
nel rito la gioia rivive nostalgica,
il ricordo diviene luce nel cammino,
nel rito la parola riprende forma,
il contatto ridona calore.
La fede nutrita si rafforza
e dona ...
I riti della Settimana Santa
non sono solamente un fare memoria
delle gesta, delle parole, delle sofferenze
di un uomo.
Oggi nel rito della lavanda dei piedi
ci è giunta la sua voce che nei secoli
non ha mai smesso di arrivare,
ci è giunto quell'insegnamento
di umiltà, di amore, di carità,
che invita l'umanità intera sia essa:
cristiana, ebrea, mussulmana, induista, atea ecc.
a porsi a servizio l'uno dell'altro
senza distinzione di rango o casta
semplicemente da fratello a fratello
da sorella a sorella
e viceversa ...
Fintanto che non impareremo ad accogliere
questo messaggio
non saremo mai umanamente vissuti.
 

L'acclamazione delle Palme

Non ti fidare se ti acclama la folla,
ti porta in trionfo, ti cerca, ti accoglie,
si affida e ti diffida nel lasso di un giorno;
mentre tu l'ami ella t'abbandona,
innalza le sue grida di osanna
che tramuterà in condanna.
Il Figlio dell'uomo
è crocefisso da mani d'uomo
dall'indifferenza dell'umanità
dall'incoerenza della massa
dall'ipocrisia di chi ti vezzeggia
dall'umana vigliaccheria
nello sventolare festoso di palme
ghigna la morte sognando la vittoria
inizia l'amara passione ...

venerdì 8 marzo 2013

Ancoraggi

ANCORAGGI 8 MARZO E NON SOLO
Vorrei che il sogno della donna
non fosse solo uno scoglio
che emerge con la bassa marea
dove sostano i gabbiani per brevi istanti
scrutando orizzonti per poi tuffarsi
altrove in cerca di infinito.
Vorrei che non fosse asciugato dal sole
solo oggi quello scoglio solitario
per poi domani affogare nuovamente
nell’abisso della morte.
Vorrei che non fosse corroso dagli inganni
di innumerevoli onde giunte da tanti fronti
a schiaffeggiarlo invano di illusioni.
Vorrei che quello scoglio
eretto fiero nel mondo e nella vita
fosse ancoraggio sicuro
e per molti fosse:
figlia, madre, amica, moglie e compagna,
e vorrei che fosse Donna rispettata,
amata, adorata e desiderata,
nella giusta misura
senza eccessi e senza usura,
Donna, Donna …
ieri,
oggi,
domani
e sempre …

mercoledì 6 marzo 2013

Il giorno della Memoria

Mi compongo e mi scompongo
granelli di sabbia dimenticati
frammenti di vite rinchiuse
oltraggi alla vita, all’uomo,
alla donna, al bambino,
abominio contro l’umanità.
Il dittatore, padrone,
più simile a un demonio
che ad un uomo
istigò i suoi cani
che mesti obbedirono
guairono forse di disappunto?
non si perse mai il loro sguardo
nelle lacrime delle madri?
nella sconsolatezza dei padri?
nell’innocenza di giovani vite?
si aprirono mai i loro cuori
ai pianti?
al sangue?
ai corpi consunti dagli stenti?
si aprirono mai le loro coscienze
al pentimento?
eppure l’odore di quel fumo
è entrato nelle loro narici
invaso i loro polmoni;
e gli sguardi mai incrociarono
l’ammasso di ossa scomposte
ricoperte da pergamene di pelle
aridi e bianchi scheletri?
ma i loro cuori erano già morti
l’anime già perse,
eppure erano anch’essi uomini
fatti della stessa sostanza;
che differenza c’era tra gli uni e gli altri?
quel numero anonimo
cancellò l’identità della specie
e l’uomo divenne bestia!
…
nel ricordo dell’Olocausto.

lunedì 3 dicembre 2012

Soffio nel cuore

Vento del nord
trasale tra i rami
profumo pungente
di fredde essenze
l’umido abbraccio
il secco il bacio
smarrite gocce
impregnano l’aria
fremono le luci
nel miraggio quieto
degli addobbi
riflessi vitrei
prigionieri della fontana
trecce d’acqua
su pendagli di muschio
tracce di lacrime
sul volto e sul cuore
lividi di commosse emozioni.

lunedì 5 novembre 2012

Halloween

Zucche colorate
caramelle zuccherate
sorrisi luminosi
sorprendono paurosi
mascherati spiritelli
coperti dagli ombrelli
infuria una tempesta
si scoperchia pur la testa
rimane calvo il lupo
con lo sguardo cupo
veleggia il lenzuolo
fantasma del suolo
schizzi di fango
sulle scarpe da tango
le indossa un vampiro
lo guardo e sospiro
adesso sicuro che vorrà fare?
dovrò pure ballare
sulle note d'una canzone
ritmato acquazzone
che finire non vuole
riempie pure le suole
ma or suvvia
s'allaga la via
meglio lasciare
al loro vagare
l'anime erranti
sorrisi accattivanti
tornare al calduccio
nel tepore di un abbraccio
leggere insieme
storie un po' sceme
conciliano il sonno
e danno non fanno.

Haiku di novembre

Haiku
Memorie di voi
nomi su bianchi marmi
nuovi petali