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lunedì 3 dicembre 2012

Brina

____♥ KEIRYU ♥ ____
Veste candida brina
il prato trema stamattina
al tocco del sol nascente
l'amore che cresce silente
riscalda e colora la vita.

Tempo per amare

...Amare non è mai tempo sprecato...
ma di quel tempo non ne tieni conto
perchè ti è naturale il suo scorrere,
ti è famigliare la sua voce,
ti è così docilmente rappreso addosso
che quasi come una pelle
non sai che c'è
e ne senti il dolore
solo quando te la strappano...

mercoledì 14 novembre 2012

La mia gabbia



Tra gabbia e libertà
ho scelto la gabbia
per la sicurezza
effusa dalle sbarre
prigione esteriore
che conservi mia
la libertà interiore
rifugio che preservi
indenne l'idee mie
nella verginità dell'io
che fu nell'innocenza
a partorire illusioni
.

Ricordi



...rubavo un istante
una parte di tempo
all'infinito suo trascorrere
per fissare ancora nella memoria
il peso degli anni
il susseguirsi delle immagini
impregnati i miei ricordi
di suoni, di colori, di profumi
che circondano il mio vivere...
scorgo in fondo all'anima
un'infinita malinconia
che sorga dai miei occhi
come fiumi di pensieri...

Risvegli di pioggia



tace il silezio
ascolta il canto della pioggia
che saluta il giorno di festa
con l'applauso stonato
di questo grigio mattino
immobile una tortora
sul ramo appoggiata
assiste impotente
alla disfatta del suo rifugio
che sotto il peso umido
si spoglia di ogni foglia
s'adombra piano anche l'umore
che vorrebbe il sole a tutte l'ore
pigra e assuefatta dall'odiosa noia
cerca stimoli di vita
l'anima mia....

Giorni d'acqua



Scorreva placida acqua limpida
ora scura, limacciosa e torbida
scivola impetuosa nel suo letto
tutti s’inchinino al suo cospetto
pretende irruenta il suo spazio
dal nord s’allunga fino al Lazio
esce, trabocca dal suo fondo
piroetta girando in tondo
traccia il suo disegno
per lasciare il segno
abbandona sulle mura
una bava densa e oscura
scava con decisione
passando con pressione
corrode con perseveranza
senza tanta manovalanza
al suo passaggio tutto muta
anche l’animale lo fiuta
si vela di fango la foglia
uscire di casa è una doglia
s'adombra di nebbia la strada
avvolge tutta la contrada
pure il selciato è così ricamato
di soffice limo è tutto incerato
Scorre placida acqua limpida
sulla guancia ormai madida
salato è il suo sapore
intriso di dolore
riga la pelle rugosa
di quell’anima erosa
invasa di ricordi lontani
piedi immersi nei pantani
consistenti come lava
che tutto imprigionava
tra rabbia, rassegnazione
e nessuna indignazione
l'acqua d'ovunque venga
nessuno la trattenga
se dal torrente o dall'occhio
è comunque un rischio.