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lunedì 15 settembre 2014

"10 per Versi" - L'introduzione di Marco Ciaurro

"10 per Versi" - L'introduzione di Marco Ciaurro ( a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti )

"La letteratura è l’essenziale o non è niente. […] La letteratura è comunicazione. La comunicazione esige lealtà."
G. Bataille

La bellezza singolare di questa raccolta di testi è che mescola esperienze poetiche e umane molto diverse tra loro. L’altro singolare significato di questa raccolta è che frutto ed espressione della “comunità” dei nostri giorni: la rete. Noi tutti ci siamo conosciuti attraverso la rete ed abbiamo ivi fraternizzato diventando amici. Questo testo quindi testimonia due espressioni della vita umana la poesia quale espressione del comporre, la dichtung come la chiama Martin Heidegger da un lato e, dall’altro, la nascita e il consolidarsi di un’amicizia. Nondimeno la raccolta è poesia autentica. La poesia autentica infatti è amicizia, è - essa stessa – l’espressione più profonda di amicizia per lo sconosciuto, per il volto dell’altro.

C’è una poesia del desiderio, della brama dell’altro che trova nei versi intitolati “Il mio desiderio” di Ottavia Mancini una forte espressione linguistica:

“I miei desideri/ hanno forma di nuvole/ e sognano/ Grandi/ Cangianti/ Lievi/ voluttà”


Mentre nella ricerca esistenziale di Antropoetico nella poesia intitolata “L’ultimo saluto”, versi appunto di nostalgia esistenziale, di un’’esistenza che si sta consumando c’è la felicità del verso stesso che restituisce senso e significato alla caducità del destino umano, alla fatica di vivere.

“L’acqua in cui sei nato, la placenta violata,/ madre in cui tornare lasciando che sia,/ fermo e puro/ Capitano per sempre della tua vita”.

Altrettanto si potrebbe dire della bella poesia “L’inchiostro della Notte” di Lorena Della Chiesa:

Sdraiata accanto alla notte/ intingo la mente nel suo buio inchiostro/ e scarabocchio…”

Mentre il carattere della poesia di Ivana Zoia, pur restando su questo versante esistenziale, sfuma il proprio apparato metaforico sul versante della natura vitale, del bios greco. Cito da “Duelli E Duellanti”

“Concordo con il mare che s’infuria/ quando nei frangenti oscuri/ sembra carpire il cielo/ […] s’impenna verso l’apice/ ove è l’incontro di carne e anima/ in duello perenne”.

Quindi anche se la Zoia ribadisce la duplicità del sentire poetico come una lotta esistenziale questa lotta è risolta in una conditio sine qua non della vita umana ma anche nella vita terrestre degli elementi.

Con un piglio diverso ma con lo stesso tema ossessivo di un’esistenza esposta all’heideggeriano essere-per-la-morte echeggia nei versi densi di Vincenzo Calò:

“L’umano disappunto voglio gridare al tuo volto che puntelli/ con dita di mani diverse/ prima di sparire per un attimo ch’è il nostro”.
Bi
sognare dire che la poesia di Calò con le espressione “fogli di quotidiano” oppure tirchie tartarughe”, microscopio digitale” elabora una ricerca che ricorda la forza poetica dell’immaginario surreale e surrealista.

Di tutt’altra natura, sia semantica che di ricerca poetica , sono le poesie di Claudio Spinosa. Egli lavora su di una versificazione onirico-fantastica del senso portando il significato della composizione a soluzione sempre sorprendenti e inaspettate. Un esempio può essere la bella e densa poesia dal titolo “Non ricordo” così egli scrive:

“Il faggio secolare/ Il vecchio sul piazzale/ rincorre il cappello/ portato via/ dal vento.”
Con queste poche immagini il poeta narra una storia che può farci pensare alla fugacità della vita, ma questo circostanza che il vento porti via il cappello al vecchio, che a sua volta lo rincorre, e non sappiamo se inutilmente od utilmente ripreso, rimanda anche al sisifico esistere dell’inutile ripetersi degli stessi gesti giornalieri della nostra vita in cui aleggia il mistero, nessuno sa come la sua storia personale finisce. Nondimeno proprio in forza di questa brevità si va oltre il plot storico-narrativo, si oltrepassa l’immagine benché tutto questo vi sia, al tempo stesso, presente e si esprima in esso un significato che scolpisca il senso allegorico. Più sopra si accennava ad una varietà di stili e di modelli diversi tra loro.

In questo senso la poesia di Antonio Di Lena presenta un’isola a sé in questo arcipelago poetico. Infatti la sua specificità è che si tratta a pieno titolo di una poesia politica e civile. Un breve assaggio può essere questo estratto dalla poesia “Mentale”: 

“Siete ancora fermi/ dinanzi a questo olocausto, vi crocifiggete/ ma in realtà vi conviene restare fermi/ docili… a cuccia, con la vostra realtà mentale/ che confina a nord con il denaro/ a sud con il vostro Dio/ a est con la furbizia nel metterla in posto agli altri/ e a ovest con il vostro gruppetto di rappresentanti/ istituzionali”.

Una poesia fatta di seduzione e di emozioni leggere e profonde, una poesia per dirla in breve d’amore è quella di Francesca Amato Abbamonte. Così scrive in “Il respiro dell’anima”: 

“I figli si stringono al mio ventre/ mentre io, incanta,/ osservo la magnificenza/ di quest’universo ed umilmente prego/ e ringrazio quell’essenza di amore/ che ha creato la vita”.
 
Co
me si può notare la cifra di questa poesia è amorosa.
Essa è fine poiché tende a toccare le corde più intime dell’anima umana, le corde segrete del pensiero, al fine di elevare lo spirito alla sfera del sentir sublime. “A passeggio tra i miei silenzi” di Maurizio Melandri invece è una poesia prossima al sentire mistico. Egli tenta di descrivere l’indefinito. Prova, quantomeno, a portare alla luce il nascosto. Cerca con parole allusive una forma per dare senso a quel vuoto che impegna il pensiero nella nostra vita. Così scrive Melandri: 

“Cammino/ tra i miei silenzi/ tracciando inizio e fine/ dei miei tormenti/ solchi di solitudine/ dove supina giaci”.
I
l lavoro poetico di Luisa De Fabritiis è orientato al vitalismo. La poesia è una ricerca della magia intrinseca nell’esistenza. Tuttavia non può dirsi poesia esistenzialistica bensì vitalistica. Infatti il carattere dell’esistenzialismo è di fissare la proprio attenzione nel rapporto vita e morte, il vitalismo invece è essenzialmente un inno alla vita. Il ciclo di poesie che la De Fabritiis presenta in questa raccolta collettanea rivela questo carattere sin dai titoli “Vita”, “Scirocco”, “Notte”.
Leggiamo la poesia “Notte”:

“Guardo l’orizzonte persa nel tramonto/ ed aspetto l’imbrunire dei pensieri che presto/ verranno messi a tacere dalla notte./ Puntelli sono le stelle che arginano/ l’esplosione del cuore./ Il cielo nero accoglie/ l’ultima spensierata speranza/ si accende di morbido/ buio avvolgente,/ mentre so che le tenebre/ ne custodiranno i segreti”.
 
Vorrei concludere con un’altra poesia di Antropoetico “Nel silenzio di un gesto”. In questo scritto la vita è paragonata ad un barca che fa fatica a navigare e il tono esistenziale si fa terso e scuro ma non per questo privo di speranza e di ammirazione verso la bellezza che siamo in grado di accogliere nel corso dei nostri giorni. Nei versi che concludono questa poesia scrive Antropoetico:

“T’accompagna la melodia che recita/ all’orecchio, in questa pace,/ prima della burrasca”.
 
Concludendo questa breve introduzione alla raccolta si può dire che il lavoro di alcuni poeti è ingenuo, di quell’ingenuità che è anche il sale della poesia, ma si capisce che alcuni di loro dovranno lavorare in ricerca e sul verso in futuro. Ma questo è anche il compito inesorabile di chi lavora sul desiderio desiderante. Per altri e, oltre ad Antropoetico, tra questi Maurizio Melandri e Vincenzo Calò c’è un lavoro poetico di fondo che cerca continuamente, come diceva Montale, la propria strada sempre da ricominciare e la ricomincia ogni qualvolta per trovare il bivio successivo.

martedì 10 dicembre 2013

Assonanze imperfette - 4 novembre 2013

... e poi,
la notte canta
la sua melodia
su note di pioggia.

Una storia mai scritta
rimasta in punta di penna
su un foglio sgualcito
in attesa infinita.

Hanno volato i sogni
tra la mente e il cuore
per poi svanire
alla prima luce del sole.

Si strugge l'anima
a rimembrare assonanze d'amore.

A MariaChiara 27 ottobre 2013

A TE AMICA DOLCE: MARIACHIARA
Sei chiusa come un riccio
asettica alle emozioni
infili perle di ricordi
come immagini del presente
cammini su di un filo
sottile e vacillante
trattieni fiato e lacrime
nulla traspare
mentre degluttisci i minuti
lui è li accanto a te
presenza consistente ed eterea
lui è in te
lui è te
è il sangue che ti scorre nelle vene
ti è guida e sostegno
è affetto indissolubile
che ti avvolge piano
scalda il tuo cuore
ora dopo ora
come un magma stagno
risale dai condotti
implode e affiora
mare sulla spiaggia
sale sulla faccia
un caldo rigagnolo
solca le gote
non reprimere
lascia scorrere il fiume
non trascinerà via nulla
lascerà solo la pace ...



Ivana

Cromie d'autunno in haiku - 25 ottobre 2013

HAIKU

Barriera eterea
nella foschia silente
di muschio essenza.
...

Suda la madre
autunno anomalo
nel vento caldo.
...

Ghiandaie boriose
tra lo stormir di foglie
pianto di ghiande.
...

Muta l'acero
alle carezze d'acqua
le palme in fuoco.
...

Incornicia il bosco
del cielo il manto uggioso
cromie di grigio.
...

Gherigli sparsi
ingiallisce ora il noce-
nessun lamento.
...

L'eterea sfera
riflette luce fredda,
brinata l'erba.
...

Si spoglia il legno
foglie come pensieri
l'erba affollano.
...

Solo gli stolti non hanno lacrime - 22 ottobre 2013

SOLO GLI STOLTI NON HANNO LACRIME

Ho ancora lacrime nel mio scrigno
ho parole chiuse in ricordi di sale
nel cuore denso si sparge sentimento
tumultuoso il battito se poi ci penso
sale ancora la marea a giorni alterni
a irrorare lo sguardo che poi celo
brucia il magma la carne interna
cunicoli privi di luce nelle cavità dell'io
offrono approdo al solitario dolore
si rifugia l'anima ferita nella roccia
chiusa ancora in letargo per non morire.

Memorie - 16 ottobre 2013

MEMORIE

Le memorie si accavallano
si perdono nei calendari
nei ricordi degli occhi
fotografie sbiadite
nei suoni e negli odori
rintocchi del passato
ma nel cuore resta
senza smarrirsi mai
il battito del cuore
la gioia o il dolore
fiumi senza tempo
a lento scorrimento ...

Idee vaganti - 15 ottobre 2013

SUSSULTI D'IDEE

Pensieri lividi solcano le ore
attraversano come meteore
rapidi fuggono alla presa
non si porgono alla resa,

illuminano lo spazio dell'istante
ed il nesso ormai distante
rimane solo l'illusione
di una breve emozione,

tutto si portano via
la notte torna mia
il buio la contorna
la pace in fin ritorna.

Improvvisazioni - 12 ottobre 2013

IMPROVVISAZIONI D'AUTUNNO

Scroscia improvvisa la pioggia
dopo la notte di stelle
si veste di giorno il pianto
si sveste il tiglio
cade il suo gaio manto
colora l'asfalto grigio
e la madida terra riveste
par che il sole l'attraversi
e mentre si spezza il cielo
s'accenda caldo un riflettore
luccichio d'argento
tutto l'intorno
di gocce imperlato
cambia e si rovescia il giorno...

Improbabilità - 11 ottobre 2013

Non è detto!
Non era destino
che percorso mezzo cielo
quell'unica goccia
toccasse terra
cadde e mi incontrò
improvvisa
a rigarmi il volto
simile a lacrima
assorbita
dal dorso della mano
drappo di carne
per nuovamente evaporare
un nuovo in viaggio
verso il cielo
in ciclica vita ...

Voli autunnali in haiku - 11 ottobre 2013

Haiku

Foglie ingiallite
la falsa gioia nel manto
il cielo in pianto.


Haiku


Mormora il vento
nel suo andare libero
canto di foglie.


Haiku


Linee trasverse
sono voli falliti
foglie cadute.

Sorvolando il blu - 8 ottobre 2013

SORVOLANDO IL BLU

... esco a toccare le stelle
invisibili sogni immersi nella notte
ha raggiunto l'apogeo ogni mio pensiero
guardo dentro un alone
quel punto blu dove orbitano
come pesci nell'acquario
anime alla deriva
dignità sommerse
nell'indecifrata realtà ...

@2013
(tutti i diritti sono riservati)

Lampedusa una storia che si ripete - 3 ottobre 2013

.... "Ecco ora sono seduto nel fondo di questa carretta del mare, pressato, stipato come merce di scarso valore, ammucchiata alla rinfusa, pezzo su pezzo, corpo su corpo, il calore ora è insopportabile, il contatto è quasi consolazione, non sono solo qui in questo angolo di inferno; alzo gli occhi e incrocio altri occhi, occhi spenti, sbarrati, vuoti di speranza, ma pieni determinazione, di ricordi, di addii, di lacrime represse e di sogni ancora aperti...in altri scopro il terrore...per la prima volta qualcuno di noi vede il mare, questa distesa d'acqua così inospitale, così simile al deserto...per innumerevoli istanti questi occhi si legano ancora alla terra, che lentamente si allontana all'orizzonte inghiottita dall'acqua che via via diventa il tutto ciò che ci circonda....qualcuno non sopporta il rollio della barca e si sporge dandosi a conati di vomito, altri si stringono quasi a volersi scaldare, ora l'aria è più fredda, non è più soggetta al vento caldo del deserto che ci ha tenuto in grembo fino a qualche ora prima..."

La storia ormai sappiamo tutti come finisce, ...

                                                                (in ricordo delle vittime di Lampedusa)
vittime di Lampedusa

non è tempo di parole ne di cercare colpe
ne colpevoli ...
siamo tenuti a tenere aperti gli occhi
e il CUORE
è dovere non voltarsi dall'altra parte,
non è un problema ignorabile
da nessuno
non ci sono ministri irresponsabili
ne europa sorda o cieca
ma ci sono stati e luoghi su questa terra
dove vivere sta diventando impossibile
il punto principale
non sono i barconi di immigrati
non gli scafisti senza scrupoli
ne il miraggio di una vita migliore
il punto principale
è l'indifferenza
verso quella guerra che mette al massacro
che non lascia scelta se non l'istinto di sopravvivenza
c'è questa migrazione
che non è una scelta libera
ma un scelta obbligata
e spesso
troppo spesso accade
che il tempo è nemico
e tutto accade troppo in fretta
mentre si sta tergiversando sul da farsi
...
non dovremmo neppure avere il tempo per vergognarci
davanti a questa tragedia senza tempo!
...


Ivana

Immagni d'autunno in Haiku e Tanka - 2 ottobre 2013

Haiku

Si consumano
le giornate di cera
il sole cola.

Haiku

Freddo autunnale
si ricorrono gioiose
nuvole in cielo.

Tanka

Spicca dai rami
un mormorio di foglie
dal vento smosse.
Pronte per la partenza
attendono rondini.

Tanka

Cerco la vita
sopita nel meriggio
pagliuzza d'oro.
Stese dita del sole
s'allungano sulle ore.

Haiku

Cade la veste
pudico il nudo frutto
del fico resta.

Sussurri di cielo - 2 ottobre 2013

SUSSURRI DI CIELO

Parlano le stelle
sussurrano
melodie lontane,
intermezzi di cielo
tra una nuvola e l'altra,
ascoltano attenti i rami
immobili spettatori
del mutato tempo,
s'appacifica l'anima
la platea silenziosa
attende l'evolversi
della notte lieta ...
...
al sorgere del sole
trafitte son le nubi,
s'allunga la luce
ad avvolgere il giorno.

Mutabilità - 27 settembre 2013

RAPIDI MUTAMENTI

Adombrato il meriggio
cerca una via di luce,
un varco d'azzurro
tra fronde di nuvole,
alternato l'umore
infrange le barriere
in un lento schiudersi
per poi richiudersi
nell'abbraccio cupo
d'un perturbato cielo.

Impervia la via
dell'anima errante,
sdrucciolevoli i percorsi,
miraggi son le cime
mete inalienabili
cui si aspira giungere.

Irreale 25 settembre 2013

SILENTI I PASSERI

Istanti di silenzio irreale
per breve che sia, tutto tace:
...
l'eco della coscienza,
il vento,
il cuore,
il cinguettio dei passeri
...
si ferma anche il tempo
solo per un momento.

Istantanea di uno sprazzo di vita
immortalata nella foschia
che si intarsia tra i rami umidi.
...
Evanescente,
irradia luce satinata
malia di un sogno
di irreale realtà.